Sei venuto al mondo, dandoci la gioia di diventare genitori dopo appena 9 mesi dal matrimonio, in seguito ad una scelta convinta, a coronamento di una unione forte e consapevole.
La tua attesa ha segnato il passaggio dall’amore per se stessi a quello per qualcuno che custodisci dentro di te, come un dono e di cui sei responsabile, ma che non ti appartiene ed è già destinato ad essere altro da te, e che, per questo, merita rispetto.
Il percorso della tua esistenza non si è discostato da quello della stragrande maggioranza dei bambini: sei stato un neonato adorabile, tutto pappa, sonno, giochi e coccole. Poi un bambino tranquillo, sempre attento ai nostri insegnamenti, a volte, con lo sguardo spaurito ed indifeso, di chi va in cerca di protezione, altre volte mostrando un’indole decisa se una cosa veramente ti interessava, ma evidenziando costantemente una profonda sensibilità.
Abbiamo cercato di farti vivere la tua infanzia in modo spensierato e sereno, accarezzando, insieme a te, sogni e speranze per il futuro.
Sei cresciuto nell’autenticità degli affetti, perchè potessi compiere una grande esperienza di vita, che ti facesse volare con il pensiero oltre la meschinità delle piccole cose, che sviluppasse curiosità per gli aspetti più importanti della vita.
Così è stato!
Man mano che crescevi hai rivelato tanti interessi e predisposizioni: …la passione per il disegno…per lo sport…. per la musica…,potenziando la tua poliedricità di interessi, cercando sempre di carpire i segreti del mondo dei grandi!
L’impegno consapevole nello studio ha plasmato il tuo pensiero, liberando le tue idee.
Da grandicello adolescente hai ricercato i tuoi spazi, la tua autonomia (ricordi la tua prima vacanza a Rimini a soli 16 anni ?) e dei genitori che ti capissero.
Con i problemi e le ansie di crescita che quell’età difficile racchiude, indaffarato a scrivere la tua storia nascente, quando è importante prendere le decisioni per il futuro, a volte sei apparso incerto, distratto, dubbioso….
Ma forse non era solo colpa tua!
Quanto abbiamo da imparare dai nostri figli!
L’inciampo della Facoltà di Ingegneria ci ha fatto capire quanto sia difficile il mestiere di genitori! Per fortuna, è finita bene, cioè come tu volevi!
E……oggi stiamo vivendo, con grande gioia e profonda emozione, un traguardo importante della tua vita.
E’ un traguardo che hai con determinazione ed impegno fortemente voluto e non riesci neanche ad immaginare quanto noi siamo orgogliosi di te: il nostro cuore è un turbinio di sensazioni ed emozioni che ci pervade e ti ringraziamo perché ci hai consentito di viverle.
Per i propri figli, sin dalla nascita, a tutti i genitori piace immaginare un futuro senza difficoltà e denso di soddisfazioni; non siamo stati diversi dagli altri, abbiamo cercato di spianarti la strada, di evitarti, per quel che potevamo, le difficoltà nel cammino di crescita. Se siamo riusciti nel nostro compito, non sta a noi dirlo, ma certamente tu, per noi, sei stato il figlio che volevamo!
Per fermare questo momento, ci è sembrato bello ripercorrere, in vena un po’ ironica, gli anni della tua vita fermandone i momenti felici!
Oggi ti si schiude davanti un nuovo percorso di vita; oggi cominci a correre da solo, ma noi non siamo stanchi (come potremmo esserlo?) di accompagnarti. Lo faremo ancora con discrezione ed entusiasmo, come abbiamo fatto finora, venendoti in aiuto quando e se sarai tu a chiederlo!
Ti abbiamo dato tutto l’amore di cui disponevano, abbiamo lasciato che le tue idee sul mondo maturassero liberamente con la sola forza dell’esempio, abbiamo permesso che realizzassi le tue esperienze di vita, cercando di non interferire con esse.
Ti abbiamo lanciato, con l’arco, verso il domani: la freccia, dopo una traiettoria lunga e faticosa per te, oggi ha colpito il centro!
Con tutto l’amore possibile, ti auguriamo un futuro in cui tu possa coniugare una brillante professione, realizzata con il massimo impegno e dedizione, alla passione per la musica, che si è rivelato un ideale altrettanto caratterizzante della tua vita.
AD MAIORA!
19 novembre 2003
I tuoi figli
I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo ma non li crei,
sono vicini a te ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le proprie idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire.
Dove a te non è dato entrare,
neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro
Ma non volere che assomiglino a te.
Perché la vita non ritorna indietro
E non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Kahlil Giban