Ce ne andiamo a spasso nel mondo senza temere nulla.
Dominiamo la velocità più delle antiche divinità pagane.
Il lavoro, le vacanze sono i nostri veri legislatori, a cui ci sottoponiamo docilmente.
Facciamo le valigie e …via.
Da dove e da chi ci allontaniamo?
Dalla nostra casa, lo spazio più familiare, dove il tempo è lento e i gesti si ripetono con ritualità rassicuranti.
Dove gli oggetti che ci circondano ci raccontano il nostro passato e la nostra storia.
Ce ne separiamo a malincuore, sperando che sia per poco, perché la vita pretende nuove esperienze, a volte per guadagnare di più ma anche solo per divertirci un po’.
Eppure, quando siamo lontani, l’eco della memoria ci riconduce a quel luogo ancestrale che ci ha donato appartenenza e protezione e, come una bussola, dà riferimento al nostro girovagare.
Ed è sempre lì- da dove siamo partiti- che desideriamo tornare per riscoprire il sentimento della nostra origine, quella nostra essenza che ci portiamo dentro, ovunque noi siamo, per tutta la vita.
Quel sentire avrà sempre le sembianze della nostra casa dell’infanzia, quella in cui abbiamo imparato a riconoscere e ricordare le cose che ci circondano e a capire gli affetti veri.
E’ quella che abiteremo per sempre. E se non sarà proprio quella, non importa.
Avremo certamente eletto un altro luogo a simbolo dell’origine, dove raccoglierci intorno agli affetti, quella famiglia che continuerà a raccontare la nostra storia.